Normative installazione stufe a pellet

Normative installazione stufe a pellet.

La normativa UNI 10683 per lo scarico fumi.

Come installare una stufa?

Gli obblighi di legge , sono contenuti nella norma UNI 10683. In modo particolare  spiegano le ulteriori modalità in cui disporre lo scarico fumi .

Montaggio dei canali da fumo:

  • L’intervento deve essere eseguito per garantire la tenuta ai fumi limitandone  la formazione della condensa in quanto :   Tale condensa  deteriora l’intero sistema  provocando la riduzione della combustione e del rendimento energetico.
  • Ogni tipologia di canale da fumo deve essere a tenuta dei prodotti della combustione e delle condense . Qualora  i tubi di fumo sono predisposti in esterno   devono essere  coibentati.
  • Qualora  lo scarico fumi è al soffitto o a parete non coassiale rispetto allo scarico fumi del sistema di riscaldamento: ogni modifica di direzione dello scarico deve essere realizzata con l’utilizzo di gomiti aperti non superiori ai 45°.
  • Il collegamento tra il sistema di riscaldamento, sia esso una stufa o un camino, e la sua propria canna fumaria o condotto fumario: Non può ricevere lo scarico da più di un generatore di calore.
  • Altre Normative installazione stufe a pellet : 

Caratteristiche dello scarico fumi in base alla normativa UNI 10683

Oltre alle disposizioni sopra elencate:  lo scarico fumi diretto deve essere previsto a tetto e il condotto fumario . Deve avere le caratteristiche previste dalle norme UNI 10683, al punto 4.2.2 in cui di dispone che:

  • lo scarico dei fumi deve essere a tenuta dei prodotti della combustione generati dal sistema di riscaldamento;
  • dovrà essere  totalmente :  impermeabile , adeguatamente isolato e  coibentato in base alle condizioni di impiego e alla norma UNI 9615;
  • deve essere costruito in materiali di  : elevate prestazioni di resistenza alle alte temperature, alle sollecitazioni meccaniche e soprattutto all’azione dei prodotti della combustione e condensa generata.

Distanze e misure dello scarico fumi in base alla normativa UNI 10683

  • lo scarico fumi deve avere un andamento verticale con possibili deviazioni all’asse non superiori ai 45°  come  sopra elencato.
  • Va  distanziato da materiali combustibili o infiammabili tramite la costruzione di un’intercapedine d’aria o degli interventi di isolamento termico.
  • deve avere una sezione interna, meglio se di forma circolare. Qualora  le sezioni sono quadrate o rettangolari devono avere degli angoli arrotondati con un raggio non inferiore ai 20 mm;
  • possedere le sezioni rettangolari con rapporto massimo tra i lati di 1,5.
  • munita sezione interna costante, libera ed indipendente
  • Canna fumaria in condominio ultimo piano : 

    •  In palazzo condominiale  la possibilità di installare una canna fumaria privata  è piuttosto semplice ed economico in quanto:  basterà portare la canna fumaria sopra un tetto praticabile (uso comune). Obblighi, oneri e responsabilità  graveranno sul proprietario della stufa.
    • Qualora il condominio è provvisto  di  canna centralizzata basterà allacciare la propria canna fumaria ad  essa. Questo si intende per tutti glia altri piani del condominio. 
    •  IN CASO DI ASSENZA DI CANNA FUMARIA CENTRALIZZATA IN CONDOMINIO.
    • Il singolo condomino deve provvedere personalmente ad installare una propria canna fumaria fino al tetto. ( sempre nel rispetto delle norme vigenti in materia di distanze da balconi e finestre dei propri vicini (UNI 7129) Lo osservanza dei diritti esclusivi altrui comporta infatti il rispetto delle : Distanze dalle vedute o delle immissioni di combustione, che non devono in alcun modo arrivare negli altri edifici . La canna fumaria deve rispettare la distanza di legge dalle finestre altrui.   La distanza è stabilita dal articolo 906 del Codice civile in 0,75 cm . Assoluto divieto di alterare il decoro architettonico dell’edificio.

    In assenza di espressa disciplina contenuta nel regolamento condominiale.  Non necessita alcuna autorizzazione dello stesso condominio. 

    E’ però necessario presentare una DIA/SCIA al Comune di residenza.

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